n 1

È estremamente complesso e multifattoriale l’insieme di fattori (Psiche, ormoni, ambiente, differenze culturali) che portano al conseguimento di un soddisfacente atto sessuale che prescinde nell’umanità dalla riproduzione. Specie nell’uomo le disfunzioni erettili possono essere di varia natura: organica (vascolare, neurogena, da anomalie endocrine, in- sufficienza renale, farmaci), psicogena (depressione, ansia). È opportuno sapere che i meccanismi stimolanti la potenza sessuale sono molteplici e complessi e di conseguenza anche l’effetto dei principi attivi di alcune piante legate all’attivazione sessuale. Le erbe medicinali selezionate contengono principi naturali efficaci nel proteggere e sostenere l’apparato uro-genitale maschile agendo sul testosterone, l’ormone responsabile del desiderio, migliorando in modo significativo la funzione erettile, quella eiaculatoria e la qualità della vita sessuale. inoltre i principi attivi presenti sono specifici per contrastare le principali cause delle disfunzioni sessuali femminili. Le disfunzioni sessuali femminili sono disturbi molto comuni, legati a cause sia psicogene che endocrine, allo stile di vita come a cause fisiche. Utile per problematiche legate alla risposta sessuale (desiderio, eccitazione, orgasmo, dolore, lubrificazione, soddisfazione).
Per quanto riguarda l’infertilità femminile, un’interessante revisione della letteratura ha preso in esame lo studio farmacologico degli estratti vegetali e i test su animali. Tra le piante prese in considerazione vi sono Moringa oleifera, Cassia alata, Crocus sativus e Yucca shidigera [Gildas et al., 2017]. Una revisione della letteratura sulla fitoterapia dell’infertilità femminile curata dall’Università di Tehran riporta anche altre piante che hanno un’azione di sostegno uterino e ovarico e di stimolo della funzione ormonale connessa alla capacità riproduttiva: la cannella (Cinnamomum verum), il Vitex agnus castus, il melograno, la withania e la Maca (Lepidium meyenii) [Kashani et al., 2017]. Altre piante da tenere in considerazione per questa delicata tematica sono il Tribulus terrestris, il Panax ginseng e il Ginkgo biloba, tutti tenuti in considerazione assieme a diverse altre piante in un’altra revisione della letteratura pubblicata nel 2009 sull’importante rivista Andrology [Nantia et al., 2009]. Da non dimenticar infine anche il ruolo sempre più studiato degli antiossidanti, degli acidi grassi essenziali e di alcuni nutraceutici
nel sostegno alla fertilità sia maschile che femminile.

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apparato genitale femminile
apparato genitale maschile
disfunzione erettile lieve e moderata, calo del desiderio, funzione eiaculatoria, vita sessuale, desiderio sessuale, eccitazione, orgasmo, dolore sessuale, lubrificazione sessuale, soddisfazione sessuale

withania

l’Ashwaganda della medicina
ayurvedica, è nota da millenni come
un rimedio rinvigorente utile nel ringiovanimento, grazie alle sue qualita di miglioramento della performance mentale
e fisica. Gli effetti dimostrati dal suo fitocomplesso, costituito soprattutto dai principi attivi
withanolidi e altri alcaloidi e saponine, sono: adattogeno, tonico, antistress, antiossidante,
inibitorio dell’angiogenesi, protettivo
al processo iperproliferativo neoplastico, immunostimolante e antinfiammatorio. Il meccanismo d’interazione è vario, quello
più interessante per questo contesto è l’aumento
del testosterone tramite stimolo ipofisiario gonadotropo, lo stimolo del sistema nervoso centrale tramite aumento indiretto dell’attività dell’acetilcolina e la gestione della risposta stressogena con diminuzione del cortisolo, urea e acido lattico. A livello clinico ha dato risultati interessanti nella
gestione dello stress . Il miglioramento si è notato anche nella disfunzionalità sessuale che vedeva lo stress come concausa [Sarris 2013; 2018]. Due ricerche
indiane hanno testato l’utilizzo della
Withania nell’infertilità maschile, concludendo che questa pianta orientale sia sempre più da includere nei percorsi di sostegno
alla fertilità maschile. I risultati difatti riportavano nei pazienti affetti da oligosperimia
che avevano Withania per 90
giorni un aumento del 167% della conta degli spermatozoi, un aumento della quantità
del volume di sperma del 53% e un aumento della motilità degli spermatozoi de 57%; a livello sierico livelli del testosterone e dell’ormone luteinizzante sono aumentati
significativamente [Ambiye et al., 2013; Sengupta et al., 2018]. Una review indiana, per quanto riguarda l’effetto della Withania
nella cura dell’infertilità femminile, riporta un effetto di ribilanciamento ormonale e di sostegno della funzionalità dell’apparato riproduttivo con effetto tonico a livello uterino [Kashani et al., 2017].
La Withania emerge quindi come un rimedio tonico adattogeno utile sia nella gestione dello stress che nel sostegno della sessualità e quindi della fertilità maschile
soprattutto e femminile.

muira puama

usata come afrodisiaco e tonico e la troviamo iscritta nella British Herbal Pharmacopoeia nel trattamento dell’impotenza e della dissenteria. L’utilizzo della pianta è consigliato per la stimolazione sessuale, sia maschile che femminile. Le proprietà afrodisiache sono dovute principalmente alla Muira puamina, alcaloide simile a quella della Yohimbina con proprietà stimolanti sessuali. Viene utilizzata anche come digestivo, neurotonico, antinevralgico e nelle atonie gastrointestinali. Gli estratti possiedono attività nootropiche, neuroprotettive e antiossidanti con effetti sui recettori  adrenergici e D1 per la dopamina. Si presume un’azione della Muirapuama sui sistemi catecolaminergici del sistema nervoso centrale e che i suoi principi attivi funzionino da precursori dei neurotrasmettitori cerebrali. Secondo studi clinici la pianta migliorerebbe lo stato erettile dell’uomo, le funzioni sessuali, il vigore e il desiderio sia nell’uomo che nella donna. Ulteriori effetti sono quelli riguardanti il trattamento dei disordini del sistema nervoso nelle atassie, neuralgie, negli esiti di paralisi, nel reumatismo cronico e nelle gastralgie.

catuaba

I principi attivi contenuti nel catuaba sono degli alcaloidi chiamati Catuabine A, B, C e D e Cinconine (Ia e Ib). usi tradizionali come afrodisiaco nel trattamento dei disturbi della sfera sessuale e del calo del desiderio, alcuni studi ne hanno indicato un’importante attività antiossidante e citoprotettiva (ovvero protegge l’organismo dagli stress ossidativi e dai danni cellulari). Il catuaba è anche efficace nel trattamento della depressione e trova quindi applicazione nei periodi più difficili ed opprimenti e quando si senta il bisogno di una spinta energetica e psicologica. Studi recenti hanno inoltre evidenziato che il catuaba possiede anche una spiccata attività antivirale ed antimicrobica, che potrebbe aiutare quindi l’organismo a depurarsi dagli agenti patogeni, e a recuperare ad esempio in caso di raffreddori ed influenza stagionale.

cordyceps

oro del Tibet
In Cina è utilizzato da millenni per disfunzioni
sessuali, stanchezza cronica,
depressione, nelle malattie respiratorie
e renali, e come immunostimolante e antitumorale.
Contiene tutti gli aminoacidi essenziali,
mono, oligosaccaridi e polisaccaridi, steroli
(ergosterolo) vitamine E, B1, B2, B12, K
e macro e microelementi. La Cordicepina è
un importante nucleotide a forte capacità
bioattivante, unico in natura.
Dalla ricerca è stata evidenziata nel
Cordyceps un’attività antidepressiva attraverso
una modulazione dell’adrenalina
e dopamina. Regolarizzando la produzione
di neurotrasmettitori e dell’ormone deidroepiandrosterone,
convalida l’azione “tonica”
per cui è stato così ricercato; come
tonico sessuale regola la produzione degli
ormoni sia maschili che femminili, aumentando
la libido. Aumenta, utilissimo
per gli atleti, la resistenza agli sforzi fisici,
con incremento della produzione di ATP e
ossigenazione dei tessuti senza avere effetti
dopanti.

tribulus terrestris

Farmacodinamica
Nei modelli animali gli estratti secchi hanno mostrato
qualche prova di efficacia nel miglioramento della libido, dell’attività sessuale, un aumento della spermatogenesi e del testosterone plasmatico (Tahvilzadeh et al., 2016). In studi farmacologici su esseri umani hanno determinato un aumento dell’FSH (ormone follicolo stimolante) e dell’estradiolo
in donne volontarie sane e un aumento di LH (ormone luteinizzante) e testosterone in volontari maschi sani. Meccanismo d’azione Non ci sono dati chiari sui possibili meccanismi responsabili
degli effetti degli estratti di Tribulus, anche in virtù del fatto che non è chiaro se, in effetti, gli estratti causino un aumento del testosterone o degli ormoni chiave per la sua regolazione come LH.
Una delle ipotesi sui meccanismi responsabili per le attività dell’estratto di Tribulus nelle donne è che le saponine aumentino l’FSH nelle donne non in menopausa, cosa che aumenterebbe i livelli ematici di estradiolo. Questo avverrebbe grazie al legame tra saponine e i beta-recettori estrogeni nell’ipotalamo. Dato che questi recettori fanno parte del meccanismo di feedback negativo
per il controllo dei livelli di estradiolo, una stimolazione
più debole di quella derivante dall’estradiolo ematico stimolerebbe una risposta centrale di aumento della sintesi di estradiolo. Al contrario, in donne in menopausa, quindi con estradiolo circolante molto basso, la debole stimolazione saponinica potrebbe comunque essere superiore
a quella dell’estradiolo endogeno, e indurre così una inibizione della risposta ipotalamica, riducendo
altresì i sintomi di mancanza di estradiolo (Tahvilzadeh
et al., 2016). È possibile che meccanismi simili siano all’opera negli uomini. I ricercatori hanno ipotizzato che gli effetti osservati nei maschi siano dovuti a un’attività
androgenica degli estratti, forse tramite un meccanismo centrale, aumentando il numero di recettori
androgenici nei neuroni contenenti la sintesi dell’ossido
di azoto. Negli ultimi anni si sono però affermate altre possibili
spiegazioni meccanicistiche. Una di queste, proposta
per gli effetti afrodisiaci sull’uomo, è che invece che causare una stimolazione della produzione
di androgeni, le saponine agiscano tramite meccanismi
legati all’endotelio e in particolare alla sintesi di ossido di azoto periferica.Studi clinici Infertilità e impotenza maschile In questo studio clinico randomizzato in singolo cieco e controllato con placebo, l’estratto di Tribulus
è stato testato in pazienti
con disfunzione erettile e ipogonadismo a esordio
tardivo. La somministrazione dell’estratto per 90 giorni ha portato a un innalzamento statisticamente
significativo dei livelli di testosterone in media da 2.15 a
2,73 nmol/L (Gamal et al., 2019). Una review dello stesso anno ha riscontrato che i dati sull’effetto del
Tribulus sui livelli di testosterone
non sono conclusivi; sono
più promettenti quelli sulla spermatogenesi in uomini
con infertilità idiopatica
(Santos et al., 2019). A una simile conclusione erano arrivate anche due revisioni sistematiche degli
studi clinici precedenti, che mostrano come l’evidenza
disponibile suggerisca che gli estratti di Tribulus da soli non sono in grado di aumentare la concentrazione ematica di testosterone negli esseri umani
(a differenza di alcuni dati su animali). Gli autori concludono che gli effetti fisiologici osservati in alcuni studi clinici potevano forse essere ricondotti a un meccanismo legato al rilascio di ossido di azoto
(Neychev et al., 2016; Qureshi et al., 2014). Infertilità femminile e menopausa Una review di studi sperimentali e clinici ha mostrato
che gli integratori a base di Tribulus determinano l’aumento dei livelli ematici di FSH, di LH anche
se non significativi, in estradiolo, ma non cambiano la concentrazione di testosterone.
Non sono stati evidenziati effetti estrogenici in tessuti riproduttivi femminili, ma è stata evidenziata una equivalenza dell’estratto rispetto a Clomifene
(un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni)
per quanto riguarda l’induzione dell’ovulazione in donne con infertilità oligo/anovulare (Arentz S et al., 2014). Desiderio femminile Tre studi clinici randomizzati in doppio cieco hanno mostrato che il Tribulus potrebbe essere un’alternativa sicura per il trattamento dei sintomi legati
ai disturbi della riduzione del desiderio sessuale in donne in pre-menopausa (Vale et al., 2018), in menopausa (Postigo et al., 2016) e post-menopausa (de Souza et al., 2016) forse attraverso un aumento dei livelli ematici di testosterone.
I dati sono preliminari. Composizione corporea e performance fisica Al momento le evidenze a supporto dell’efficacia del Tribulus nell’aumento della massa muscolare e della
forza sono del tutto insufficienti, come anche i dati sugli effetti nella stimolazione della produzione
di ormoni androgeni (testosterone, didrotestosterone, LH, IGF-1 e androstenedione) in soggetti sani e giovani; questo sembra possibile in soggetti con deficienza di androgeni, ma in alcuni casi
indica una possibile inefficacia nonché possibili effetti collaterali (Valenzuela et al., 2019; Sellami
et al., 2018). Glicemia Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco controllato con placebo preliminare suggerisce un effetto
ipoglicemizzante dell’estratto di Tribulus (61.8% saponine – parte non specificata) in donne con diabete mellito di tipo 2 (Samani et al., 2016). Ipertensione
Dato che Tribulus terrestris sembra avere un’ attività di inibizione dell’ACE (enzima di conversione
dell’angiotensina) (Somanadhan et al., 1999), e dato che questo enzima svolge un ruolo nell’ipertensione,
la pianta potrebbe avere un ruolo nelle ipertensioni. Al momento è solo un’ipotesi teorica, con un moderato supporto tradizionale, dato che la pianta è stata
usata nella medicina tradizionale persiana come antipertensivo (Kamrani et al., 2019).

damiana e maca

La Damiana è un’erba con una lunga storia di uso popolare come
afrodisiaco, in particolare in America Latina, e continua a essere popolare ancora oggi in ambito
erboristico. Già gli Aztechi la descrivevano come uno stimolante sessuale. I meccanismi ipotizzati
non sono ancora stati dimostrati, anche se potrebbe esercitare parte della sua azione attraverso l’attività
antidepressiva e stimolante del sistema nervoso. Le prove delle sue proprietà afrodisiache sono limitate
a studi in vitro o su animali, benché l’uso la consolidi ancora come efficace. Altra pianta di uso tradizionale come stimolante
sessuale è la Maca, un alimento altamente nutriente che promuove l’acuità mentale, la vitalità fisica e
resistenza. È anche noto come tonico afrodisiaco che migliora il desiderio e le prestazioni sessuali ed è particolarmente noto per aumentare la fertilità. La
Maca viene consumata dalle donne peruviane che desiderano rimanere incinta. Ricca di aminoacidi
essenziali, iodio, ferro e magnesio, nonché di steroli che possono svolgere una serie di attività, tra cui le proprietà afrodisiache. Dati preliminari interessanti
sono riportati in donne con disfunzione sessuale indotta da antidepressivi, inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Una revisione sistematica del 2010 ha valutato quattro studi clinici sulla Maca per il
miglioramento della funzione sessuale, rilevando che c’erano pochi studi e prove limitate per presentare conclusioni definitive.
Tribulus terrestris, ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica come stimolante sessuale
per uomini e donne per migliorare la libido e le prestazioni, sembra avere i migliori presupposti
farmacologici per risultare efficace. Utile per supportare la produzione di ormoni steroidei, tra
cui DHEA e androstenedione. Gli effetti di Damiana, Maca e Tribulus sulla funzione sessuale sono
plausibili, anche se scarse e deboli le prove cliniche specifiche.
Infine Ginkgo biloba, molto usato per ridurre la disfunzione sessuale negli uomini e nelle donne
indotta da antidepressivi, sta acquisendo sempre maggiore forza e razionale. Oltretutto le donne
sembrano più sensibili agli effetti del Ginkgo rispetto agli uomini, con percentuali di successo che possono arrivare fino al 90%.
Mancano ancora studi metodologicamente solidi,
ma i risultati meritano attenzione e ulteriore sperimentazione, in particolare come terapia
complementare in sessuologia. È stato ipotizzato che la capacità del Ginkgo di migliorare la circolazione
vascolare periferica potrebbe spiegare la sua presunta
azione nel miglioramento della risposta sessuale.

suma

La Pfaffia ( Pfaffia paniculata ) è una pianta brasiliana considerata un’ottima fonte di ormoni che viene utilizzata in caso di infertilità maschile, è una droga stimolante le funzioni fisiche e psichiche di sicuro supporto in caso di stress, mal di testa, sia originato da un indebolimento sia di origine digestiva, è inoltre utile come neurotonico nei casi di lieve depressione e snervamento. Favorisce il recupero della salute, contribuendo con un’azione anti-tossica, analgesica, rafforzando il pancreas e la sua azione sull’insulina, rinforzando il cuore, e incrementando la circolazione. Attiva la formazione dei globuli bianchi, e / o rossi, così da essere determinate per aumentare la difese biologiche e contribuire a alleviare  l’anemia dovuta a carenza di ferro, se questa è causato da una abbassata attività cellulare.

maca

Si utilizzano le radici. L’attività di regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisario ne evidenzia la proprietà adattogena, che si nota in particolare a livello della regolazione endocrina, e perciò usata nelle disfunzioni ormonali legate alla sfera sessuale, sia maschile che femminile. I risultati sono notevoli per quanto riguarda lincremento della libido e si è rivelata efficace e sicura nel trattamento delle disfunzioni erettili e dell’impotenza maschile sia patologica che fisiologica legata all’età. Molteplici studi sui topi hanno dimostrato sia l’aumento della funzionalità erettile, ma anche l’azione antisterile sia nei maschi che nelle femmine. Sembra che l’azione sia dovuta agli alcaloidi Macaina 1,2,3,4, che somministrati hanno aumento l’oogenesi nelle femmine e la spermatogenesi nei maschi. Gli effetti compaiono già dopo 72 ore. Da studi recenti contro placebo sull’uomo, dopo l’assunzione protratta per 4 mesi è stato evidenziato un aumento del volume seminale, del peso dei testicoli, del numero di spermatozoi e un aumento della motilità
spermatica. Anche nella disfunzionalità ovarica, nella cura dell’infertilità della donna rende più facile la maturazione dei follicoli, l’ovulazione e favorisce l’attecchimento dell’embrione. Altre proprietà della Maca sono legate all’azione antinvecchiamento, al mantenimento di una buona forma fisica e lucidità mentale. Numerose prove su body-builders confermano che oltre all’aumento della forza e resistenza fisica si attua anche un aumento della massa muscolare. Anche l’azione antianemica ne giustifica il trattamento grazie al contenuto di ferro e vitamina B12.

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